Intervista al Dott. Michel Van Wassenhoven: Comprendere l’omeopatia alla luce della ricerca scientifica
Il progetto DynHom: una ricerca fondamentale pionieristica
Il Dott. Michel Van Wassenhoven è medico di base dal 1974 (UCL) ed è tra le personalità più influenti dell’omeopatia a livello europeo e internazionale. Ammesso alla "Società Reale Belga di Omeopatia" nel 1981, è co-fondatore di "l’Unio Homeopathica Belgica" e della sua federazione europea, l"European Committee for Homeopathy (ECH)".
Nel corso della sua carriera, ha ricoperto importanti funzioni strategiche: ex presidente della commissione di registrazione dei farmaci omeopatici presso l’AFMPS (Agenzia Federale dei Medicinali e dei Prodotti Sanitari in Belgio), membro e coordinatore di diversi comitati internazionali per la ricerca scientifica in omeopatia, in particolare all’interno della "Liga Medicorum Homeopathica Internationalis (LMHI)".
Autore di diversi libri di riferimento, tra cui il famoso "Répertoire Kent +" e "Omeopatia: Le complementarità", il Dott. Van Wassenhoven è anche un ricercatore prolifico con quasi 40 pubblicazioni scientifiche e più di 590 citazioni nella letteratura accademica.
Un progetto indipendente e innovativo
Nel 2014, il Dott. Van Wassenhoven crea il progetto DynHom (Dynamisation & Homéopathie), un programma di ricerca indipendente volto a rispondere a una domanda scientifica fondamentale: «Come funzionano le diluizioni altamente dinamizzate preparate secondo la farmacopea europea omeopatica?»
Questo vasto programma, condotto in collaborazione con team universitari francesi e belgi, si basa sui lavori del Prof. Jean-Louis Demangeat e utilizza le tecnologie più avanzate:
- Risonanza Magnetica Nucleare (RMN)
- Analisi di nanoparticelle mediante microscopia laser (NTA)
- Microscopia elettronica (SEM-EDX)
- Spettroscopie infrarosse (FTIR) e Raman
Le scoperte principali: dopo otto anni di ricerca, DynHom ha dimostrato in modo inconfutabile che:
- Le preparazioni omeopatiche non sono semplicemente acqua, ma soluzioni strutturate;
- Nanoparticelle specifiche sono presenti in tutte le preparazioni, anche al di là del numero di Avogadro;
- Ogni farmaco omeopatico possiede una «carta d’identità» fisico-chimica unica;
- Il processo di dinamizzazione (e non solo la diluizione) gioca un ruolo essenziale.
Questi risultati, pubblicati su riviste scientifiche internazionali con revisione paritaria, costituiscono un importante passo avanti per chiudere il dibattito sul farmaco omeopatico «vuoto» che agirebbe solo per effetto placebo.
Il Dott. Michel Van Wassenhoven risponde alle nostre domande
Può presentarsi brevemente e parlarci del suo percorso e di cosa l’ha portata all’omeopatia?
Dopo sette anni di studio della medicina, ero convinto che potessimo davvero "curare" i malati, cioè indurre un ritorno a uno stato di salute completo che non richiedesse più trattamenti costanti. Ma questo non si verificava per le malattie croniche. Studiando la fitoterapia, ho notato meno effetti collaterali, ma non più guarigioni. Un farmacista mi ha allora parlato di omeopatia e mi ha messo in contatto con il Dott. Maurice Jenaer, direttore della scuola belga di omeopatia. Non ho mai "creduto" all’omeopatia, ma i risultati osservati, anche in malattie ritenute incurabili come la spondilartrite anchilosante, mi hanno convinto che questo approccio personalizzato e globale permetteva di avvicinarsi allo scopo della mia vocazione di medico.
Nel 2014, ha creato il progetto di ricerca DynHom. Qual era il suo obiettivo principale e perché era importante?
Avevo già collaborato con il Prof. Madeleine Bastide a Montpellier e incontrato diversi ricercatori di fama come il Prof. Montagnier. Ma è stato il Prof. Marc Henry a permettermi di comprendere la coerenza tra tutti questi risultati introducendo la fisica quantistica come quadro esplicativo. Con lui, abbiamo deciso di mettere in atto un progetto di ricerca utilizzando diversi metodi complementari per determinare la natura dei farmaci omeopatici e il loro meccanismo d’azione.
Le sue ricerche hanno dimostrato che i farmaci omeopatici contengono effettivamente materia, anche nelle diluizioni molto alte. Può spiegarci semplicemente questa scoperta e cosa cambia?
In effetti, può sembrare incredibile che i farmaci omeopatici, teoricamente così diluiti, contengano ancora materia. Ma ciò che misuriamo è una traccia materiale e un campo elettrico specifico che si amplificano nel corso del processo di dinamizzazione. Abbiamo confermato i lavori del Prof. Jean-Louis Demangeat: le soluzioni omeopatiche non sono più acqua pura, ma un’acqua strutturata (o "acqua morfogenetica", secondo il Prof. Marc Henry).
Le nostre analisi mostrano la presenza di nanoparticelle, di sali solubili (bicarbonati, silicati, carbonati), di pH specifici e di emissioni di lunghezze d’onda UV caratteristiche. Questi dati rendono impossibile l’affermazione che il farmaco omeopatico sia "vuoto" — e squalificano l’idea che possa agire solo per effetto placebo.
L’argomento principale degli scettici è che «non c’è niente nei granuli omeopatici». Cosa risponde a questo alla luce dei suoi lavori?
I nostri lavori sui granuli saranno pubblicati prossimamente, non appena il metodo di analisi elettro-fotonica (AEP) del Prof. Marc Henry sarà stato validato su una rivista scientifica. I risultati combineranno diversi approcci (RMN, NTA, SEM, EDX, FTIR, pH, AEP) in un insieme coerente. Per contestare questi dati, bisognerebbe mettere in discussione tutta la fisica quantistica… Buona fortuna!
Quali sono i suoi lavori di ricerca attualmente in corso? A cosa servirà concretamente il finanziamento partecipativo che sta sollecitando?
Continuiamo le nostre misurazioni su diverse serie di dinamizzazioni (NTA, SEM, EDX, FTIR, pH) e desideriamo costruire un nuovo prototipo migliorato di misurazione AEP. L’apparecchio originale creato dal Prof. Marc Henry è stato smantellato, e solo questa tecnica permette di misurare le forme solide. Ecco perché ogni euro raccolto sarà interamente dedicato a questo progetto.
Il progetto DynHom funziona grazie al finanziamento partecipativo e al volontariato. Perché è importante sostenere questa ricerca indipendente?
Ad ogni pubblicazione, dobbiamo dichiarare eventuali conflitti di interesse. Il fatto di essere finanziati da donazioni dei cittadini, e non da aziende farmaceutiche, garantisce la nostra indipendenza scientifica e l’obiettività dei nostri risultati.
Quale messaggio vorrebbe trasmettere ai pazienti che utilizzano l’omeopatia e a coloro che si interrogano sulla sua efficacia?
Sempre più farmaci omeopatici scompaiono dal mercato per ragioni di redditività. Le nostre ricerche potrebbero convincere i legislatori ad allentare alcune regole, in particolare sulla scadenza, che non hanno alcuna base scientifica. Interrogarsi sull’efficacia di un trattamento è legittimo, ma rifiutare a priori l’omeopatia senza esaminare i fatti è un errore. Le prove scientifiche esistono oggi: è diventato impossibile dire che questi farmaci non contengono nulla.
➡️ Sostenere la ricerca indipendente DynHom
Il progetto DynHom funziona grazie al volontariato di medici, farmacisti e ricercatori, nonché alle donazioni di pazienti, praticanti e associazioni che difendono l’omeopatia. Questa totale indipendenza garantisce l’integrità scientifica delle ricerche condotte.
I vostri contributi in Francia possono beneficiare di un’attestazione fiscale tramite "APMH":
CM (Crédit Mutuel) LYON OUEST VAISE
IBAN: FR76 1027 8073 1200 0205 8490 151
BIC: CMCIFR2A
Messaggio da indicare: Don pour DynHom
O tramite l’azione di crowdfunding internazionale:
https://www.electrophotonicanalysis-crowdfunding.net
Banca BELFIUS (BIC GKCCBEBB)
IBAN: BE06 0882 9906 3422
Nome: AEP-EPA Crowdfunding
Grazie a tutti e a tutte.
Il sito AEP qui sopra vi permetterà anche di seguire la situazione di questa azione giorno per giorno in piena trasparenza.
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Fare una donazione sul sito dell’Unio Homeopathica Belgica
Un assistente di scoperta dell’omeopatia al vostro servizio
Con l’evoluzione del digitale, è ora possibile esplorare più facilmente le opere omeopatiche grazie a un assistente virtuale dedicato alla lettura e alla comprensione.
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